I discorsi sulla musica
Il riflesso dei suoni negli specchi testuali
Università degli Studi di Cassino, 17-18 aprile 2007
Dipartimento di Linguistica, Letterature comparate e Discipline dello Spettacolo
Convegno organizzato nell’ambito del Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale “Storia dei concetti musicali” coordinato da Gianmario Borio e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (PRIN 2005).
Comitato scientifico: Gianmario Borio (Università di Pavia), Giampiero Moretti (Università di Napoli “L’Orientale”), Talia Pecker Berio (Università di Siena), Susanna Pasticci (Università di Cassino), Antonio Rostagno (Università di Roma “La Sapienza”).
Prima sessione: Raccontare la musica
martedì 17 aprile ore 10
Presiede: Giampiero Moretti (Università di Napoli “L’Orientale”)
Tavola rotonda
Canti di emergenza
Guido Barbieri (La Repubblica, critico musicale)
Musica, musica /che vuoi da me?
Valerio Magrelli
Rumore in musica
Giorgio Pressburger
La musica, amica o amante?
Paolo Maurensig
Seconda sessione: Spiegare la musica
martedì 17 aprile ore 14,30
Presiede: Talia Pecker Berio (Università di Siena)
Parlare di musica
Pierluigi Petrobelli (Università di Roma “La Sapienza”)
2007. La critica senza i critici
Giordano Montecchi (Conservatorio di Parma)
Interventi di:
Carla Moreni (Sole 24 ore)
Massimo Acanfora Torrefranca (consulente industrie discografiche)
Terza sessione: Trasmettere i saperi musicali
martedì 17 aprile ore 17
Presiede: Antonio Rostagno (Università di Roma “La Sapienza”)
La Storia della musica nel contesto dei saperi umanistici
Franco Piperno (Università di Roma “La Sapienza”)
L'ipertestualità come strumento per la trasmissione dei saperi musicali
Talia Pecker Berio e Cecilia Panti (Università di Siena)
Interventi di:
Massimo Privitera (Università di Cosenza)
Raffaele Pozzi (Università di Roma Tre)
Quarta sessione: Vedere la musica in TV
mercoledì 18 aprile ore 10
Presiede: Susanna Pasticci (Università di Cassino)
Tavola rotonda
Un fotogramma ben temperato
Michele Dall’Ongaro (compositore, responsabile della programmazione musicale di Rai Radio Tre)
Presentazione di tre programmi televisivi dedicati alla musica
ideati da Maurizio Gianotti (Link Campus University of Malta) e Adriano Vianello (Domenica in)
Interventi di:
Luca Marconi (Musica Domani)
Susanna Franchi (Il giornale della musica)
Enrico Ghezzi (Fuori orario)
Nicola Campogrande (compositore)
Piero Maranghi (Classica Italia - Sky)
Quinta sessione: Parlare di musica alla radio
mercoledì 18 aprile ore 14,30
Presiede: Gianmario Borio (Università di Pavia)
Elogio del parlare obliquo. La musica classica raccontata alla radio
Stefano Catucci (Università di Camerino)
Interventi di:
Silvia Boschero (Village, Radio Uno)
Arrigo Quattrocchi (Radio Tre)
Toni Geraci
I discorsi sulla musica
Il riflesso dei suoni negli specchi testuali
La tendenza a convertirsi in discorso è un tratto specifico dell’esperienza musicale dell’Occidente, in cui il fatto musicale è spesso inscindibile dal discorso che lo definisce e lo interpreta. Se il suono richiama il discorso come suo altro, la descrizione di un oggetto, di una pratica o di un fatto musicale implica l’uso di termini e concetti che inevitabilmente rinviano a sfere di pensiero collocate al di là della musica stessa. Ma qual è l’incidenza di questi discorsi sul nostro modo di ascoltare la musica? L’immagine dei suoni riflessa dagli specchi verbali non è mai neutrale: anche una semplice metafora, che all’apparenza sembra un mezzo abbastanza innocuo per “tradurre” in parole i significati della musica, di fatto crea nuovi significati, nella misura in cui ci porta ad esperire la musica in modo diverso.
L’universo dei discorsi sulla musica si configura oggi come un orizzonte tutt’altro che unitario: questa molteplicità ha suggerito di articolare le sessioni del convegno mettendo l’accento non solo su questioni di tipo contenutistico, ma anche sulla specificità delle situazioni, dei destinatari e dei diversi contesti mediatici che di volta in volta sono chiamati a veicolare questi discorsi. La prima sessione si concentra sulla capacità della scrittura letteraria di testualizzare l’esperienza musicale: la tavola rotonda Raccontare la musica vuol essere dunque un’occasione per discutere modalità espressive e strategie narrative attraverso cui alcuni scrittori hanno concretamente sperimentato la possibilità di colmare la distanza tra la sensorialità del dato sonoro e la parola, tra il vissuto percettivo e la rappresentazione linguistica dell’esperienza musicale.
La seconda sessione, Spiegare la musica, prende in esame i discorsi di carattere divulgativo, rivolti a un pubblico di ascoltatori privi di competenze tecnico-musicali che vogliano affinare le proprie capacità di interpretazione e giudizio critico. Quali sono i possibili contenuti di questi discorsi? In che misura la riflessione ermeneutica, la contestualizzazione storica di uno stile e di un autore o l’analisi delle strutture immanenti di un’opera possono contribuire alla “comprensione” della musica, favorendo un coinvolgimento concettuale, e non più solo sensoriale, dell’ascoltatore? E in che modo la critica musicale può contribuire ad affinare gli strumenti interpretativi del pubblico, articolando la formulazione di un giudizio attraverso un adeguato corredo terminologico?
La terza sessione, Trasmettere i saperi musicali, si concentra sui discorsi che si propongono di trasmettere un insieme di saperi e competenze musicali. La difficoltà di parlare di opere, generi e stili musicali è legata in primo luogo alla necessità di utilizzare un lessico specifico che normalmente non rientra nel bagaglio terminologico dell’ascoltatore medio. Questa carenza influisce in modo determinante sulla possibilità della storia della musica di trovare una collocazione organica nell’ambito dei saperi umanistici. Una riflessione su questi temi non può prescindere da una valutazione delle potenzialità offerte dai mezzi informatici e multimediali: la multimedialità permette al testo di moltiplicare gli strati di enunciati emessi contemporaneamente sulla base di più sistemi semiotici e codici percettivi; l’ipertestualità rompe la linearità della narrazione attraverso una fruizione reticolare del testo, mentre l’interattività consente di ricreare la condivisione del co-testo tra emittente e destinatario tipica del discorso verbale. Una parte della sessione sarà dedicata alla presentazione di un portale di introduzione ai fondamenti del pensiero e del linguaggio musicale (il primo del genere disponibile in rete) realizzato nell'ambito di un progetto di ricerca finanziato dall’Università di Siena: questo portale intende sperimentare le potenzialità del sistema informatico nell'organizzazione e nella trasmissione dei saperi musicali, in una prospettiva interdisciplinare e a più livelli di approfondimento.
Le altre sessioni del convegno affrontano il tema dei discorsi sulla musica in relazione a due particolari contesti di comunicazione mediatica, la radio e la televisione. Nella tavola rotonda Vedere la musica in TV vengono discussi problemi e prospettive legati alla realizzazione di programmi di divulgazione musicale. Gran parte delle trasmissioni di introduzione alla musica prodotte in passato fanno leva su un approccio di tipo concettuale e sull’idea che la musica, per poter essere apprezzata, deve essere “spiegata”; la TV di oggi presuppone altri modelli comunicativi, dispone di più linguaggi con cui confezionare testi e privilegia una fruizione di tipo sensoriale più che intellettuale. Come uno specchio multidimensionale, la televisione è in grado di restituirci un riflesso testuale della musica più vicino al suo volto sensoriale, riducendo la distanza introdotta dalla mediazione della parola. Nel corso della sessione verranno presentati in anteprima tre trailers di un nuovo ciclo di programmi di divulgazione musicale realizzati da un gruppo di sceneggiatori di collaudata esperienza televisiva; oltre a presentare i filmati, gli autori discuteranno alcune questioni di tipo teorico legate alla loro realizzazione.
La centralità del linguaggio verbale come veicolo privilegiato dei discorsi sulla musica viene approfondita nell’ultima sessione, Parlare di musica alla radio. In un mezzo come la radio, basato sul solo canale audio, l’uso della parola è fondativo: nella sua linearità obbligata, la radiofonia si trova a decidere quando e cosa dire rispetto alla musica. Considerando che il panorama delle trasmissioni musicali è oggi quantomai vario ed eterogeneo, la discussione si concentrerà sulle situazioni in cui la musica assume effettivamente la funzione di “soggetto” principale del discorso, evidenziando possibili temi, contenuti e modalità di articolazione anche in relazione ai diversi generi musicali.
Il progetto di ricerca “Storia dei concetti musicali”
Il convegno I discorsi sulla musica è stato organizzato nell’ambito del progetto di ricerca “Storia dei concetti musicali”, che coinvolge studiosi di quattro Università italiane (Pavia, Siena, Cassino e Napoli); il progetto, cofinanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e inserito nel novero dei Programmi di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), è coordinato da Gianmario Borio (Università di Pavia). Nella sua prima fase di attuazione, la ricerca ha condotto alla realizzazione di due volumi dal titolo Storia dei concetti musicali, recentemente pubblicati dall’editore Carocci.
L’esigenza di una storia dei concetti musicali nasce dalla molteplicità metodologica e dalla dispersione tematica che caratterizzano i discorsi sulla musica della nostra epoca. Il processo di socializzazione globale innescato dai media elettronici ha reso i termini estetici ubiquitari e al contempo precaria la loro identità. I luoghi sociali e le inflessioni linguistiche dei discorsi sulla musica sono aumentati in modo esponenziale; l’esposizione dell’ascoltatore ad altre culture o a contesti multipli di immagine, testo e musica condiziona il modo di percepire e definire l’esperienza musicale, mentre lo stesso concetto di musica sembra sottrarsi a una definizione univoca, rivelandosi come un singolare collettivo e policentrico.
Obiettivo principale della ricerca è ricostruire l’evoluzione semantica e investigare l’ambito di applicazione di alcuni termini che sono largamente impiegati nei discorsi sulla musica – come armonia, forma, espressione, opera, tempo, melodia, spazio, stile, composizione e suono. L’assunto di base è che l’indagine sulla trasformazione dei concetti sia un fattore decisivo per la loro definizione e il loro uso critico: il significato di un concetto è in continuo movimento e non si rivela in un punto particolare del suo destino storico, bensì nella totalità dei suoi usi. Tali usi rimandano inevitabilmente a sfere collocate al di là della musica, a un orizzonte del pensiero filosofico e scientifico che assume di volta in volta le funzioni di scenario o di regia del discorso.
Da queste considerazioni nasce l’idea di promuovere un convegno che possa propiziare un’occasione di riflessione e discussione allargata sulle diverse funzioni, modalità e ambiti di applicazione dei discorsi sulla musica nella società e nella cultura contemporanea. I concetti musicali non sono solo riflessi della pratica musicale e del sapere tecnico, ma anche componenti fondamentali della comunicazione musicale e dei discorsi sulla musica: d’altra parte, la molteplicità di mezzi, luoghi e contesti in cui oggi si parla di musica ha suggerito di articolare le sessioni del convegno tenendo conto anche della specificità dei diversi contesti mediatici chiamati a
veicolare i discorsi sulla musica.